Una domanda molto ricorrente fra chi si avvicina al mondo delle fermentazioni e delle verdure fermentate è: “Come faccio ad essere sicuro che non ci sia il botulino?”.
Si tratta di una domanda lecita che tuttavia deriva maggiormente da un retaggio culturale più che da reali pericoli basati sulla casistica. Infatti, finché non è arrivato come un fulmine a ciel sereno il progetto “Human Microbiome Project” vivevamo in una società dove ogni forma di microrganismi era da combattere senza se e senza ma. Successivamente alla scoperta che siamo al 50-90% non umani, ma microrganismi, improvvisamente il microbioma è diventato di primaria importanza, e con esso gli alimenti fermentati. Questo tema è talmente evidente che anche un recente e famoso studio della Stanford University ha dimostrato l’efficacia degli alimenti fermentati per fermentazione spontanea (naturale) nell’aumentare la biodiversità del microbiota e ridurre i marcatori dell’infiammazione. Leggi l’articolo a riguardo, clicca QUI.
L’importante, come ribadito più volte, è che siano alimenti a fermentazione spontanea naturale senza l’uso di starter. Il perché l’ho descritto in questo articolo, clicca QUI.
Clostridium botulinum
- assenza di ossigeno
- substrati non troppo acidi (pH> 4.6) e che contengono elevate quantità di acqua libera (l’acqua che può essere utilizzata dal microrganismo per svolgere le sue funzioni vitali – in gergo si chiama water activity e il valore limite al di sotto del quale il botulino non riesce più a svilupparsi è di 0,935)
- substrati contenenti fonti di proteine consistenti (perché questi microrganismi non sono in grado di sintetizzare tutti gli amminoacidi).
Il botulino riguarda principalmente le conserve e NON i fermentati
Botulino e botulismo alimentare
Differenza di pericolosità fra tossina e batterio nel botulino
Condizioni ideali per la produzione della tossina
Sicurezza nelle verdure fermentate
- I microrganismi che portano avanti la fermentazione delle verdure, come i batteri lattici, tendono a occupare la nicchia ecologica molto velocemente. In pratica si moltiplicano e occupano tutto lo spazio disponibile, impedendo ai patogeni come il botulino di proliferare. Ovviamente bisogno creare le condizioni giuste perché questo accada, creando il giusto “ambiente selettivo”.
- I batteri lattici, ad esempio, producono sostanze come le batteriocine, che funzionano come degli antibiotici naturali uccidendo altri microrganismi non voluti, come i patogeni.
- Nella fermentazione delle verdure, prevale la fermentazione lattica, che corrisponde alla produzione di importanti quantità di acido lattico da parte dei batteri lattici, che permettono di abbassare il pH molto velocemente. I batteri lattici nelle verdure fermentate portano il pH della preparazione a livelli ben al di sotto del limite soglia, arrivando tranquillamente a pH 3,4-3,6.
Flavio Sacco
Flavio Sacco si occupa di fermentazione degli alimenti in maniera quotidiana e professionale, tenendo corsi, seminari e facendo opera di divulgazione attraverso i social e il suo blog fermentalista.com.
Inoltre è cofondatore di LIFe - Laboratorio Italiano Fermentati







