Recentemente è stato pubblicato uno studio sulla prestigiosa rivista Nature1, che ha comparato i profili del microbioma intestinale proveniente da uomini vissuti circa 1000-2000 anni fa con quelli moderni.
Microbiota intestinale
Il microbiotaintestinale è l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino. Il microbiota ha tantissime funzioni: è sede del nostro sistema immunitario, metabolizza molti alimenti e ci aiuta ad assimilare nutrienti importanti, è coinvolto nella regolazione ormonale e influenza il nostro umore e tantissime altre. Sembra essere addirittura responsabile dell’incidenza di obesità e malattie cardiovascolari. Insomma, per farla breve, un microbiota intestinale sano significa essere in salute.
Il microbioma, invece è tutto l’ecosistema, o bioma, ragionevolmente definito dove vive il microbiota e che include anche i metaboliti (chiamati anche postbiotici) e il patrimonio genetico relativo a questa comunità.
Cambiamenti nel microbiota moderno
I campioni antichi hanno mostrato un numero incredibile di profili microbici in più mai riscontrati prima. Infatti, i ricercatori hanno ricostruito 498 genomi microbici, di cui 181 sembrano attribuibili all’intestino umano. Di tutti i profili di microbi provenienti dall’intestino umano, 61 (circa il 40%), non erano mai stati descritti prima, suggerendo la presenza di specie diverse da quelle osservate nelle popolazioni moderne.
I profili antichi presentavano una maggiore biodiversità che quasi sempre corrisponde a una migliore resilienza. In pratica, c’è stata una vera e propria estinzione di massa nel nostro microbioma intestinale.
Rispetto all’antichità abbiamo perso circa il 40% del microbiota intestinale
Origine del cambiamento
Moltissimi studi ormai hanno dimostrano che le persone che vivono in società industrializzate hanno un microbiota intestinale meno diversificato, che è stato anche correlato a un aumento dell’incidenza di malattie croniche come l’obesità e le malattie autoimmuni.
Le principali cause di questa estinzione, secondo gli autori dello studio, sono le abitudini alimentari e lo stile di vita. Già precedenti studi hanno dimostrato che gli alimenti fortemente processati peggiorano lo stato di salute e il microbiota.
Non a caso anche un recente studio del 2021 sulla correlazione fra tasso di mortalità e alimentazione negli Stati Uniti ha dimostrato che l‘elevato consumo di alimenti ultra-processati è associato a maggiori rischi di mortalità complessiva per malattie cardiovascolari e cardiache2.
Come prendersi cura del microbiota
Sono davvero tantissimi ormai gli studi che dimostrano che mangiare alimenti fermentati non pastorizzati, specialmente verdure fermentate come ad esempio sauerkraut (per imparare a fare i sauerkraut clicca QUI) e kimchi influenzi positivamente lo stato del microbiota intestinale e la salute in generale.
Il kimchi è una verdura fermentata con molte proprietà benefiche
Mangiare alimenti fermentati non pastorizzati, preferibilmente per fermentazione spontanea, significa godere di una salute migliore
Questa affermazione è supportata da numerosi studi, e questo è solo l’ultimo tassello che si aggiunge al mosaico di una rivoluzione alimentare che è iniziata da pochissimo e mette i fermentati e il nostro microbioma al centro del nostro benessere.
Sul questo sito troverai tanti spunti per prepararti in autonomia e sicurezza verdure fermentate. Se vuoi approfondire ti consiglio di leggere il libro “Fermentare le verdure“, che ho scritto proprio per raccogliere tutte le tecniche, spunti e informazioni sulle verdure fermentate.
Mangia vivo!
Bibliografia
Wibowo, Marsha C., et al. “Reconstruction of ancient microbial genomes from the human gut.” Nature 594.7862 (2021): 234-239.
Bonaccio, M., Di Castelnuovo, A., Costanzo, S., De Curtis, A., Persichillo, M., Sofi, F., … & Iacoviello, L. (2021). Ultra-processed food consumption is associated with increased risk of all-cause and cardiovascular mortality in the Moli-sani Study. The American journal of clinical nutrition, 113(2), 446-455.
Flavio Sacco si occupa di fermentazione degli alimenti in maniera quotidiana e professionale, tenendo corsi, seminari e facendo opera di divulgazione attraverso i social e il suo blog fermentalista.com.
Inoltre è cofondatore di LIFe - Laboratorio Italiano Fermentati
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