Per anni, gli scienziati hanno esplorato i misteri dell’evoluzione umana, in particolare i fattori che hanno contribuito alla notevole espansione del cervello umano. Questa ricerca ha portato alla luce varie ipotesi, dai cambiamenti dietetici alle strutture sociali, tutte volte a spiegare come i nostri antenati siano riusciti a sostenere le esigenze metaboliche di un cervello più grande.
Tra queste teorie, ne spicca una, estremante recente, per la sua semplicità e ubiquità: l’ipotesi della “fermentazione esterna”. Un recente articolo, datato fine 2023, avrebbe individuato nella collaborazione con microrganismi nell’ambiente nella trasformazione degli alimenti, la chiave a un più efficace sfruttamento del cibo. L’articolo dal titolo: “Fermentation technology as a driver of human brain expansion” si trova a questo link.
I microrganismi ambientali hanno migliorato l’efficienza energetica del cibo
Cervello, metabolismo e ipotesi della “fermentazione esterna”
Il cervello umano è un organo ad alto consumo energetico, che utilizza circa il 20% dell’energia totale del corpo. Sostenere un organo metabolicamente costoso ha richiesto ai nostri antenati di trovare fonti di nutrimento efficienti e affidabili.
Qui entra in gioco l’ipotesi della fermentazione esterna. A differenza della fermentazione interna, che avviene all’interno dell’intestino, la fermentazione esterna si riferisce al processo di scomposizione del cibo all’esterno del corpo utilizzando microorganismi ambientali. Questo processo non solo aumenta la biodisponibilità dei nutrienti ma riduce anche il dispendio energetico per la digestione.

Evidenze a supporto dell’ipotesi
L’ipotesi della fermentazione esterna trova sostegno da varie prospettive. Uno dei dati più convincenti è la relativa riduzione delle dimensioni del colon umano rispetto ai nostri parenti scimmieschi, suggerendo una minore dipendenza dalla fermentazione interna. Inoltre, l’onnipresenza delle pratiche di fermentazione tra le culture umane — dai prodotti lattiero-caseari in Europa alle verdure fermentate in Asia e Nord Europa — illustra l’adattabilità e l’importanza della fermentazione nelle pratiche dietetiche umane.
Potenziali Test Empirici
Esplorare ulteriormente questa ipotesi potrebbe coinvolgere diverse vie di ricerca. Le analisi genetiche, ad esempio, potrebbero rivelare se gli umani hanno sviluppato specifici recettori del gusto per i prodotti fermentati, indicando una relazione evolutiva di lunga data con la fermentazione. Allo stesso modo, studi sul microbioma umano potrebbero offrire spunti su come la fermentazione esterna possa aver influenzato la diversità e la funzione della flora intestinale. Infatti, è ormai noto che la fermentazione esterna, ovvero gli alimenti fermentati vegetali, sono in grado di aumentare la biodiversità del microbiota umano e ridurre l’infiammazione. Uno studio del 2021 su Cell, ne dimostrò l’efficacia, leggi QUI.
Comprendere il ruolo della fermentazione nell’evoluzione umana non solo fa luce sulle nostre adattamenti dietetici passati ma sottolinea anche il significato continuo dei cibi fermentati nella nostra dieta oggi. Mentre sveliamo le complessità delle diete dei nostri antenati, il semplice atto di fermentare il cibo si distingue come testimonianza dell’ingegnosità e dell’adattabilità umana — un’eredità che continua a influenzare la nostra salute, cultura e pratiche culinarie.
L’ipotesi della fermentazione esterna ci invita ad apprezzare l’interazione sfumata tra biologia, ambiente e cultura nella formazione della specie umana. Mette in evidenza l’importanza del microbioma ambientale e in generale la biodiversità naturale, per la sopravvivenza e il successo evolutivo dei nostri antenati, offrendo una nuova prospettiva sulle umili origini di alcune delle nostre tradizioni culinarie più preziose. Man mano che continuiamo ad esplorare le profondità dell’evoluzione umana, la storia della fermentazione ci ricorda l’impatto profondo di tecnologie apparentemente semplici sul corso della nostra storia.
Il microbiota ambientale è funzionale a quello umano
In futuro, alla luce di questa nuova teoria, della fermentazione esterna, sarà ancora fondamentale parlare dell’importanza di tutelare l’ambiente e la sua biodiversità. Grazie a questi studi è sempre più evidente che l’essere umano e l’ambiente sono legati a doppio filo nella loro esistenza, e i microrganismi ambientali sono la prosecuzione nell’ambiente dell’organismo umano. Tutelare la biodiversità ambientale è fondamentale per preservare la salute umana e gli alimenti fermentati sono il ponte che collega l’ecosistema umano con quello ambientale.
Buona fermentazione…esterna!
Flavio Sacco
Flavio Sacco si occupa di fermentazione degli alimenti in maniera quotidiana e professionale, tenendo corsi, seminari e facendo opera di divulgazione attraverso i social e il suo blog fermentalista.com.
Inoltre è cofondatore di LIFe - Laboratorio Italiano Fermentati





