Non è colpa mia, ma del mio microbiota! Devi sapere che è una scusa che puoi usare davvero perché è l’ecosistema che alberga in te che riesce a modulare i tuoi gusti sul cibo.
Microbiota e gusto
Sempre più spesso sentiamo dire che il nostro microbioma è alla base della nostra salute e benessere. Il microbioma sarebbe dietro alla maggior parte del funzionamento del nostro sistema immunitario e moltissimi altri aspetti del nostro benessere. Un recente studio della Stanford University (comunicato stampa link qui) ci dice che per mantenere un microbioma in salute è importante mangiare alimenti fermentati non pastorizzati.
Tuttavia, questo non è sempre facile e i nostri gusti personali sembrano non sempre andare nella stessa direzione degli alimenti fermentati. Per questo, spesso si cercano soluzioni per inserire alimenti fermentati nell’alimentazione quotidiana. Uno degli scopi di questo blog è proprio dare spunti per inserire fermentati nei propri pasti, oltre a saper fermentare consapevolmente.
Nonostante abbiano un ottimo sapore, perché è così difficile a volte inserire fermentati nei piatti? Perché dopo poco tempo torniamo ai nostri alimenti soliti?
Perché fatico a mangiare qualcosa?

Avere voglia di incorporare gli alimenti fermentati nella nostra alimentazione può essere difficile. Al centro di questo ostacolo c’è il desiderio del cibo e come viene modulato dai nostri batteri intestinali. L’ipotesi è che tutti gli esseri umani abbiamo un circuito di feedback che si rafforza reciprocamente tra noi (umani) e loro (microbiota). Più mangiamo un tipo di alimento, più moduliamo il nostro microbioma , rendendo dominanti i batteri legati a quel tipo di cibo, che ne alimenteranno a loro volta il desiderio . Semplificando, se mangiate molta pasta, popolate il vostro microbiota di batteri ghiotti di pasta, i quali non faranno altro che stimolarne il desiderio.
Il primo passo è “forzarsi” un pochino e il resto arriverà da sé. Per farlo possiamo incorporare un po’ di fermentati nei nostri piatti di tutti i giorni, nascondendoli. Sì, avete capito bene, il trucco è ingannare un po’ il vostro microbiota. Se mangio una verdura fresca o cotta, aggiungo ogni volta una piccola quantità di verdure fermentate. Superata la prima fase, vi renderete conto di iniziare a desiderare i fermentati e vi verrà naturale inserirli un po’ ovunque.
Per chi volesse approfondire, vi lascio alcune referenze bibliografiche, fra quelle più famose, molto interessanti sull’argomento:
- Alcock, J., Maley, C. C., & Aktipis, C. A. (2014). Is eating behavior manipulated by the gastrointestinal microbiota? Evolutionary pressures and potential mechanisms. Bioessays, 36(10), 940-949.
- Van de Wouw, M., Schellekens, H., Dinan, T. G., & Cryan, J. F. (2017). Microbiota-gut-brain axis: modulator of host metabolism and appetite. The Journal of nutrition, 147(5), 727-745.
- Norris, V., Molina, F., & Gewirtz, A. T. (2013). Hypothesis: bacteria control host appetites. Journal of Bacteriology, 195(3), 411-416.
Flavio Sacco
Flavio Sacco si occupa di fermentazione degli alimenti in maniera quotidiana e professionale, tenendo corsi, seminari e facendo opera di divulgazione attraverso i social e il suo blog fermentalista.com.
Inoltre è cofondatore di LIFe - Laboratorio Italiano Fermentati





