Microbiota e microbioma, un argomento molto diffuso ma spesso si usano i termini senza dare troppo peso alle differenze fra le due parole. Sinceramente, non vedo nessun problema nell’usare microbiota e microbioma in maniera indistinta nel linguaggio comune, come fossero sinonimi. Tuttavia, può essere interessante sapere che ci sono leggere differenze fra i due termini e possono essere usati per indicare con più precisione a quale parte del mondo dei microrganismi ci si riferisce.
Dal genoma al microbioma
Storicamente, l’interesse per il microbioma umano è più recente rispetto a quello per la genetica, il DNA. Questo è dovuto al fatto che per molti anni ci siamo concentrati sullo studio del genoma (ed è ancora in corso ovviamente), probabilmente perché la comunità scientifica credeva di trovare tutte le risposte su come funziona l’essere umano in quel “libretto d’istruzioni” che è il nostro patrimonio genetico. Ci sono molte risposte nel DNA, ma non tutte.
Gli studi sul DNA sono relativamente recenti nel mondo scientifico. La scoperta della struttura del DNA risale al 1953 e solo negli anni ’80 Kary Mullis inventò la PCR, una tecnica che ci permette di sequenziare (i.e. “leggere”) velocemente il DNA (detto in maniera estremamente semplice). Il nostro genoma ci dice tantissimo di noi, ma a quanto pare non tutto.
Nei primi anni degli anni 2000, viene completata la prima importante parte de The Human Genome Project, un progetto per mappare tutto il genoma umano. CI sono tanti articoli che nel tempo hanno espresso una certa delusione su quello che negli anni è emerso dal progetto. Una delusione che derivava principalmente dal fatto che non tutte le risposte si trovavano lì, pur rimanendo una pietra miliare della ricerca scientifica: basti pensare a tutti i meccanismi che regolano malattia e funzionamento dell’organismo da sono emersi questi studi.
Successivamente si è passati a cercare risposte altrove. Quel “altrove” è diventato lo studio del microbioma umano, con il progetto The Human Microbiome Project. Il progetto inizia nel 2007 e aveva l’obiettivo di studiare e caratterizzare l’insieme di microrganismi che popolano l’organismo umano e, in particolare, in 5 distretti: cavità nasali, cavità orale, pelle, tratto gastrointestinale e urogenitale.
Microbiota e Microbioma
Microbiota e microbioma sono definizioni leggermente diverse che descrivono in maniera differente il mondo dei microrganismo.
Microbiota
Questo è il termine più semplice. Il microbiota si definisce semplicemente come l‘insieme di microrganismi che popolano un determinato habitat o nicchia (come l’intestino umano). Il microbiota si limita a descrivere i microrganismi presenti.
Microbioma
Per quanto riguarda il microbioma, il discorso è più complicato. Esistono diverse definizioni di microbioma, a seconda dell’approccio. Nel 2020 è stato pubblicato un interessante articolo1 che cerca di mettere ordine su questa definizione.
Per venire al dunque, viene proposta la definizione di microbioma come:
Il microbioma è definito come una comunità microbica caratteristica, e include nella definizione l’habitat ragionevolmente ben definito con proprietà fisico-chimiche distinte, che occupa.
Il microbioma non si riferisce solo ai microrganismi coinvolti (microbiota) ma racchiude anche il loro “teatro di attività”, che si traduce nella formazione di specifici ecosistemi. Il microbioma è l’ecosistema del microbiota e includono tutti i fattori biotici (parte vivente) e abiotici (parte ambiente) di questo habitat. I fattori inclusi comprendono anche il materiale genetico dei microrganismi e i loro metaboliti. Da un certo punto di vista il microbioma include anche i postbiotici. Per appronfondire il discorso postbiotici, ti consiglio di leggere questo articolo, clicca QUI.
In molti contesti, il microbioma viene usato per identificare il patrimonio genetico del microbiota, quindi ci si riferisce solo alla parte genetica.

Ecosistema e Biodiversità
Il fatto che il microbioma venga avvicinato al concetto di ecosistema non è un caso. Infatti, ultimamente, anche la medicina cerca di avere un approccio più olistico rispetto a uno più classico, dove vengono curati i singoli distretti del corpo. Le recenti scoperte sul microbioma hanno sempre più evidenziato che il corpo umano è un vero e proprio ecosistema e come tale va affrontato.
In un contesto dove il nostro organismo è considerato al pari di una foresta o una barriera corallina, è facile ricordarci che alla base della salute e della forza di un ecosistema ci sia sempre la biodiversità. Più è alta la biodiversità di un ecosistema, maggiore sarà la sua resilienza, ovvero la sua capacità di rispondere alle perturbazioni.
Come facciamo ad arricchire la biodiversità del nostro microbioma? Le risposte sono tante e articolate, ma in questo contesto, sicuramente seguire una dieta vegetale ricca di fermentati a fermentazione spontanea e non pastorizzati, sicuramente è una strategia vincente. Uno studio di un gruppo di ricercatori della Stanford del 2021, lo ha ampiamente dimostrato, leggi QUI.
Questo articolo fa parte di “Fermenuary”, ovvero un percorso di un mese (31 contenuti) per conoscere gli alimenti fermentati. Tutti i contenuti del Fermenuary, sono raggruppati in questa pagine, clicca QUI.
Bibliografia
Flavio Sacco
Flavio Sacco si occupa di fermentazione degli alimenti in maniera quotidiana e professionale, tenendo corsi, seminari e facendo opera di divulgazione attraverso i social e il suo blog fermentalista.com.
Inoltre è cofondatore di LIFe - Laboratorio Italiano Fermentati






