Il termine “postbiotici” si trova sempre più nella letteratura scientifica e sui prodotti commerciali, tuttavia è usato in modo incoerente e manca di una definizione chiara.
Per questo motivo, nel 2021 la ISAPP (International Scientific Association of Probiotics and Prebiotics) ha raggruppato un panel di esperti con lo scopo di prendere in considerazione i parametri scientifici, commerciali e normativi che comprendono questo termine emergente. Il panel ha proposto una definizione utile e quindi stabilire come base per gli sviluppi futuri.
Il lavoro ha portato alla pubblicazione di un articolo scientifico che riassume i punti fermi sui postibiotici. La referenza della pubblicazione è: Salminen, S., Collado, M. C., Endo, A., Hill, C., Lebeer, S., Quigley, E. M., … & Vinderola, G. (2021). The International Scientific Association of Probiotics and Prebiotics (ISAPP) consensus statement on the definition and scope of postbiotics. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, 18(9), 649-667. Link all’articolo, clicca QUI.
Definizione di postbiotici
Il gruppo (panel) ha definito un postbiotico come “preparato di microrganismi inanimati e/o loro componenti che conferisce un beneficio per la salute dell’ospite”.
I postbiotici efficaci devono contenere cellule o parti di cellule microbiche inattivate, con o senza metaboliti, che contribuiscono ai benefici per la salute. Il pannello ha anche discusso le prove esistenti degli effetti di promozione della salute dei postbiotici, i potenziali meccanismi di azione, i livelli di evidenza richiesti per soddisfare la definizione dichiarata, la sicurezza e le implicazioni per parti interessate. Infine, ha stabilito che una definizione di postbiotici, utile in modo che gli scienziati, elenchi di sperimentazioni cliniche, industria, autorità di regolamentazione e consumatori abbiano un terreno comune per le attività future in quest’area di competenza. Si spera che una definizione generalmente accettata porti a chiarezza normativa e promuova l’innovazione e lo sviluppo di nuovi prodotti postbiotici.
Conclusioni accessorie
Il gruppo di lavoro ha anche raggiunto una serie di conclusioni importanti:
- Un postbiotico è definito come una “preparazione di microrganismi inanimati e/o loro componenti che conferiscono un beneficio per la salute all’ospite”.
- I postbiotici sono cellule microbiche deliberatamente inattivate con o senza metaboliti o componenti cellulari che contribuiscono ai benefici per la salute dimostrati.
- I metaboliti microbici purificati e i vaccini non sono postbiotici.
- Un postbiotico non deve necessariamente essere derivato da un probiotico per la versione inattivata per essere accettato come postbiotico.
- Gli effetti benefici di un postbiotico sulla salute devono essere confermati nell’ospite bersaglio (specie e sottopopolazione).
- L’ospite può includere esseri umani, animali da compagnia, bestiame e altri bersagli.
- Il sito d’azione dei postbiotici non è limitato all’intestino. I postbiotici devono essere somministrati su una superficie dell’ospite, come la cavità orale, l’intestino, la pelle, il tratto urogenitale o rinofaringe. Le iniezioni non rientrano nell’ambito dei postbiotici.
- Il requisito che il postbiotico sia sicuro per l’uso previsto è implicito nella definizione di postbiotico.
Postbiotici e salute umana
Gli ultimi decenni hanno dimostrato inequivocabilmente l’importanza del microbiota umano per entrambi la salute umana a breve e lungo termine. Programmazione precoce del microbiota e del sistema immunitario durante la gravidanza, il parto, l’allattamento e lo svezzamento è importante e determina la funzione immunitaria dell’adulto, microbioma e la salute generale 1. Abbiamo anche visto una rapida crescita del numero di prodotti che affermano di influenzare la funzione e composizione del microbiota a diversi livelli e siti del corpo a beneficio della salute umana.
Migliorare la salute umana attraverso la modulazione di interazioni microbiche durante tutte le fasi della vita è un concetto in evoluzione che è sempre più importante per i consumatori, produttori di alimenti, operatori sanitari e autorità di regolamentazione. Gli interventi dietetici che modulano il microbiota includono molti alimenti fermentati e regimi dietetici ricchi di fibre, così come probiotici, prebiotici e simbiotici, alcuni dei quali sono disponibili come farmaci e dispositivi medici, nonché alimenti 2. Le definizioni di consenso di probiotici, prebiotici e simbiotici sono state pubblicate in precedenza, mentre la definizione di postbiotici è stata oggetto di studio serio grazie all’articolo del 2019 qui citato.

Metaboliti nei fermentati
Gli alimenti fermentati potrebbero anche contenere un sostanziale numero di cellule microbiche non vitali, in particolare dopo
conservazione prolungata o dopo la lavorazione, come pastorizzazione (ad esempio salsa di soia) o cottura al forno (ad esempio pane a lievitazione naturale). La fermentazione degli alimenti ha un ruolo importante e influenza le proprietà nutrizionali e potenzialmente salutistiche di molti cibi, in particolare latte e alimenti vegetali alimenti 3. Molte fermentazioni sono mediate dai batteri dell’acido lattico, che possono produrre una gamma di strutture cellulari e metaboliti che sono stati associati alla salute dell’uomo, compresi vari componenti cellulari, acido lattico, acidi grassi a catena corta (SCFA) e peptidi bioattivi tra gli altri metaboliti 4. Queste molecole prodotte dai microrganismi nei fermentati sono ritenuti simili a quelli prodotti dai probiotici, ma c’è ancora molto da studiare.
Un recente studio ha dimostrato che le verdure fermentate ottenute per fermentazione spontanea naturale, ha dimostrato che gli effetti benefici legati al consumo di verdure fermentate può essere mediato dai metaboliti microbici all’interno degli alimenti fermentati,
indipendente dal contenuto microbico. In pratica i fermentati portano benefici anche grazie a quello che i microganismi hanno prodotto e non solo alla loro presenza 5. Questo studio si aggiunge a un famoso studio del 2021 che ha dimostrato l’efficacia dei fermentati nell’aumentare la biodiversità del microbiota intestinale, leggi QUI.
Buona fermentazione!
Bibliografia
- Selma-Royo, M. et al. Shaping microbiota during the first 1000 days of life. Adv. Exp. Med. Biol. 1125, 3–24, 2019
- Mills, S., Stanton, C., Lane, J. A., Smith, G. J. & Ross, R. P. Precision nutrition and the microbiome, Part I: current state of the science. Nutrients 11, 923, 2019
- Marco, M. L. et al. The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics (ISAPP) consensus statement on fermented foods. Nat. Rev. Gastroenterol. Hepatol. 18, 196–208, 2021
- Marco, M. L. et al. Health benefits of fermented foods: microbiota and beyond. Curr. Opin. Biotechnol. 44, 94–102, 2017
- Spencer, S. P., Silva, E. G. L., Caffery, E. B., Carter, M. M., Culver, R. N., Wang, M., … & Sonnenburg, J. L. (2022). Fermented foods restructure gut microbiota and promote immune regulation via microbial metabolites. bioRxiv
Flavio Sacco
Flavio Sacco si occupa di fermentazione degli alimenti in maniera quotidiana e professionale, tenendo corsi, seminari e facendo opera di divulgazione attraverso i social e il suo blog fermentalista.com.
Inoltre è cofondatore di LIFe - Laboratorio Italiano Fermentati






